Reggio Calabria, Cereso sul Gioco d’azzardo patologico

Reggio Calabria, Cereso sul Gioco d’azzardo patologico

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In Italia i dipendenti da gioco d’azzardo si stimano in circa 800 mila, ed addirittura quasi 2 milioni di cittadini sono considerati giocatori a rischio. Recenti studi parlano di dipendenza in quattro casi su 10, con un significativo aumento tra donne e giovanissimi. Questo è il gioco d’azzardo. Gli allarmi arrivano da più fronti: il rapporto Azzardopoli di Libera parla di infiltrazioni di almeno 41 clan nel settore del gioco. Matteo Iori, presidente del Conagga, riporta che «gli ultimi dati disponibili che risalgono al 2008 parlano di un giro di affari di oltre 20 milioni di euro l’anno e si tratta di un business in continua espansione».

In Calabria vengono spesi annualmente 574,7 milioni di euro nel gioco d’azzardo pubblico, 296,3 euro pro-capite,781,9 afamiglia con un incidenza del 4,6% dell’imponibile Irpef. Nella regione esistono, secondo dati relativi al novembre 2006, 6524 newslot distribuiti in bar, agenzie di scommesse, ristoranti, circoli, alberghi. Inoltre sono presenti 8 sale bingo: 3 nella provincia di Reggio Calabria,2 inquella di Catanzaro e Cosenza e una nella provincia di Crotone.

E, in tale quadro, Reggio Calabria presenta numeri quantomeno preoccupanti e che necessitano una riflessione comune.

Presso il Centro Reggino di Solidarietà – Ce.Re.So. – associazione di volontariato aderente alla Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (F.I.C.T.), è infatti emersa, negli ultimi anni, una forte esigenza di dare risposte a richieste di aiuto sempre più preoccupanti provenienti da soggetti con problematiche connesse al GAP. Dal 2009 ad oggi il Ce.Re.So. ha ricevuto richieste di aiuto da parte di oltre 60 persone, tutte residenti nel territorio provinciale. I dati raccolti sul sesso, l’età, la scolarità e l’occupazione (il rapporto tra uomini e donne è di 1 a 4, quasi la totalità sono over 40, 25 posseggono il diploma di scuola secondaria superiore, 9 una laurea, i restanti la licenza media inferiore e solo 6 sono disoccupati) testimoniano la trasversalità del problema e la gravità dello stesso sul piano sociale. Ad oggi attraverso un lavoro di prima accoglienza, counselling e gruppi di auto aiuto, afferiscono quotidianamente al nostro centro circa 20 utenti che presentano forme diverse di dipendenza correlate al gioco d’azzardo ed in generale alle new addiction.

Da poco tempo l’associazione ha anche aderito al “Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo” – CONAGGA – ritendo opportuno e interessante confrontarsi con altre realtà che operano sul livello nazionale nella medesima area, cercando di meglio strutturare insieme servizi sempre più efficienti e capaci di interagire efficacemente con il territorio.

Ma la sfida più impegnativa si gioca sul piano della conoscenza. L’impegno del Cereso è infatti centrato sul far emergere il fenomeno e stimolare l’attivazione di azioni informative e di sensibilizzazione, affinché il giocatore percepisca la gravità del problema e si riconosca bisognoso di aiuto. La dipendenza da gioco, così come tutte le forme di dipendenza patologica, ricade anche sulla famiglia di appartenenza innescando processi di disagio sull’intera comunità. E’ ora che il fenomeno emerga e che la città inizi a parlarne.

 

Centro Studi

Centro Reggino di Solidarietà

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