Porto di Gioia Tauro. Toninelli: “Mct sarà messa in mora”

Porto di Gioia Tauro. Toninelli: “Mct sarà messa in mora”

Porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria). Toninelli: “L’Autorita’ di sistema portuale d’intesa col Ministero manderà ad Mct una messa in mora per inadempimenti contrattuali”.

Il Ministro Toninelli su Porto di Gioia Tauro

Decisa la messa in mora per Mct, l’azienda che gestisce il terminal container del porto di Gioia Tauro. È quanto fa sapere Danilo Toninelli, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ieri ha incontrato i lavoratori dell’azienda nella sede dell’autorità portuale.

Una scelta che arriva dopo il mancato rispetto degli impegni assunti durante un incontro in Prefettura e al Ministero. La Mct ha infatti annunciato 540 esuberi in aggiunta al licenziamento di altri lavoratori poi invece reintegrati dalla Magistratura.

Le parole di Toninelli

“Ci sono degli obblighi contrattuali nelle concessioni date a Mct – ha detto – e sono quelli della manutenzione e degli investimenti che diventano obbligatori per il concessionario. Se questi obblighi non vengono rispettati lo Stato ha il dovere di intervenire a tutela del porto e dei portuali. I prossimi 30 giorni quindi saranno cruciali. Entro questo periodo Mct deve decidere cosa fare. Mi auguro – ha aggiunto – che abbia responsabilità e responsabilità sociale sul futuro del porto e dei lavoratori perchè qui non si deve perdere un posto di lavoro. In pratica o investe o cede le quote a chi vuole investire”.

Toninelli ha inoltre garantito ai portuali “che qualunque cosa dovesse accadere il Governo sarà qui a difendere l’infrastruttura e i suoi lavoratori”.

Conclusioni di Toninelli

“[…] Non temo eventuali iter giudiziari nel caso di decadenza delle concessioni perché qui l’obiettivo è di rilanciare il porto e salvare l’occupazione. Ripeto: Mct deve decidere se essere responsabile o no. Li ho convocati più volte sperando di poterli incontrare ma non sono venuti. Qui c’erano degli accordi precisi stilati nel 2007 e nel 2008 tra lo Stato e il concessionario che prevedevano impegni a movimentare fino a 4 milioni di Teu; dal 2010 però i volumi sono irrimediabilmente scesi e gli impegni sulla manutenzione e sugli investimenti non sono stati mantenuti per cui lo Stato ha il dovere di tutelare questa risorsa”.

“Vogliamo – conclude – che qui tornino i container e che il porto sia non solo di transhipment ma anche di sdoganamento. E vogliamo che i container vadano su ferro verso il nord Italia e verso l’Europa”.

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