A Lazzaro siti archeologici in abbandono

A Lazzaro siti archeologici in abbandono

Lazzaro (Reggio Calabria). Crea (ANCADIC): “A Lazzaro siti archeologici in stato di abbandono. L’impianto residenziale con pavimentazione a mosaico rischia di non essere più recuperabile. Che vergogna!”.

Di seguito la nota di Vincenzo Crea Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.

A Lazzaro siti archeologici in abbandono, la nota di Crea

Lo scorso 6 maggio la scrivente associazione – facendo seguito alle precedenti segnalazioni e successive comunicazioni del Segretario Particolare del Sig. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del tempo, ha sottoposto all’attenzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali la necessità di una maggiore tutela dei Reperti archeologici presenti sul territorio di Motta S. Giovanni, in stato di abbandono in siti fortemente degradati.
In questo caso ci siamo riferiti alla necessità di mettere in sicurezza il sito situato tra il Corso Italia e la S.s. 106, ove insistono gli ambienti a mosaico, poiché interessato da una fitta vegetazione di notevole altezza, con radici di alberi che non si esclude possono aver distrutto il tessuto di protezione dei reperti e di continuare le indagini di scavo e di completare lo studio dell’area e renderli adeguatamente fruibili.

Le richieste di Crea

Si chiede se quanto comunicato dal direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria abbia trovato corpo nella programmazione degli interventi relativi al 2015 e l’inoltro al competente organo ministeriale per la redazione della programmazione dei finanziamenti. Per noi ad oggi non si ha evidenza di alcuna iniziativa finalizzata ai beni archeologici in questione.
Un richiamo va fatto al perdurare del degrado e stato di abbandono del vicino sito archeologico della villa Romana e dell’antistante area di parcheggio. In merito a quest’ultima poi, si deve segnalare un ulteriore elemento di impraticabilità per la copiosa presenza di escrementi di animali sia sulla pedana in legno; sia tra il ciotolame di pietra che funge da drenante.

Crea: “Che vergogna”

Siamo proprio messi male, una vergogna che noi cittadini non possiamo più sopportare. E ancor meno possiamo sopportare che gli amministratori comunali e non solo, pur consapevoli dello stato di degrado e di completo abbandono dei siti archeologici; continuino a rappresentare positivamente una situazione diversa dalla realtà. E’ riduttivo che i visitatori, ospiti della nostra comunità, possano visitare solo l’Antiquarium e non i contesti archeologici, dei quali si è riconosciuto l’importante interesse per tutta l’area comunale di Motta S. Giovanni.

 

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