Michelangelo Tripodi (PdCI): il Governo e il centrodestra contro il Porto Gioia Tauro

Michelangelo Tripodi (PdCI): il Governo e il centrodestra contro il Porto Gioia Tauro

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Ancora una volta il Porto di Gioia Tauro viene penalizzato dal Governo Berlusconi. Infatti, il  cosiddetto decreto mille proroghe destina solo un’elemosina al porto più importante del Mediterraneo per il transhipment, mentre distribuisce oltre il 90 %  delle risorse, pari a 230 milioni di euro, ai porti della Liguria.

E’ la conferma, ove ce ne fosse ancora bisogno, della grande lontananza del governo Berlusconi-Bossi dai problemi del Sud e della Calabria, nonostante le passerelle propagandistiche come quella compiuta nei giorni scorsi da Tremonti che costituisce la classica beffa ai danni di questo territorio.

Dal governo più antimeridionalista della storia di questo paese non potevamo aspettarci di più e di meglio.

Certo per il porto di Gioia Tauro, il trattamento subito a livello nazionale è molto più di un avvertimento. Del resto noi lo avevamo già detto quando nelle settimane scorse per la prima volta nella sua storia il porto era stato chiuso.

Alla crisi di Gioia Tauro si può rispondere solo con una nuova politica nazionale che sia attenta alle problematiche del transhipment e che sia capace di sostenere nuove iniziative nella logistica e nell’intermodalità. In tal senso Il governo nazionale deve dirci, finalmente, qual è il posto che intende assegnare a Gioia Tauro nell’ambito del sistema portuale italiano.

Tutto il contrario di quello che ha fatto finora il governo Berlusconi. Per questo c’è da essere molto preoccupati perché con la penalizzazione del porto di Gioia Tauro si prepara un disastro per l’intera regione, come giustamente ha affermato il presidente Pippo Callipo.

Di fronte a questa situazione occorrerebbe una forte reazione della Regione adeguata alla gravità delle decisioni che si vanno assumendo a Roma.

Ma non possiamo aspettarci nulla di buono da questa Regione Calabria guidata da Scopelliti e dal centrodestra che si è totalmente dimenticata del porto di Gioia Tauro e delle sue problematiche.

A futura memoria è opportuno qui ricordare che il  Presidente della Regione Scopelliti nella sua relazione programmatica resa il 19 maggio 2010 al Consiglio Regionale non ha mai nominato, neppure per sbaglio, il porto di Gioia Tauro, dimostrando fin da allora il suo totale distacco e la sua completa incapacità di comprendere l’importanza strategica vitale che il porto di Gioia Tauro assume per l’intera regione.

La politica leghista del governo Berlusconi, la latitanza e l’immobilismo della Giunta Scopelliti insieme alla grave crisi internazionale costituiscono una miscela esplosiva su cui rischia di deflagrare il porto di Gioia Tauro e con esso le speranze di tutta la Calabria.

Non possiamo accettare passivamente che tutto questo accada.

E’ necessaria una vasta e straordinaria mobilitazione è necessaria ed opportuna una grande mobilitazione popolare della Piana e della Calabria per spingere verso una soluzione positiva e per difendere con il porto e con esso la prospettiva di crescita e di sviluppo dell’intera regione. I Comunisti Italiani sono pronti a dare il proprio contributo.

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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