Dura risposta dell’ Ente Parco d’Aspromonte al CAI

Dura risposta dell’ Ente Parco d’Aspromonte al CAI

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte prende atto con rammarico di quanto pubblicato sui canali ufficiali del CAI Sezione Reggio Calabria sull’installazione di un totem informativo del Geoparco in località Rocche di San Pietro (Careri).

Spiace intanto dover constatare come, dopo oltre un anno dalla sistemazione del pannello, i rappresentanti dell’associazione escursionistica, nonostante i continui e regolari incontri con l’Ente, non abbiano mai trovato il momento per aprire una discussione costruttiva e sottoporre al vaglio dell’Ente una soluzione logistica differente.

Profanazione?

Ricorrere addirittura al termine “profanazione”, per regalare alla nota maggiore enfasi, appare quanto mai fuori luogo e artatamente forzato. Se alle soglie del 2020, inoltre, si sostiene che i totem informativi non siano utili per turisti e visitatori, si palesa chiaramente una concezione autoreferenziale del Parco alla quale ci opponiamo con assoluta fermezza.

I nostri sforzi quotidiani sono rivolti alla valorizzazione e alla crescita dell’Aspromonte, alla possibilità di aprire sempre più la fruizione dei nostri territori a tutti, nessuno escluso, promuovendo uno sviluppo compatibile con gli aspetti conservazionistici e di tutela ambientale.

La candidatura dell’Aspromonte alla Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco non è la scelta di un singolo, ma la scommessa di un’intera comunità che guarda ad un riconoscimento internazionale come il riscatto di una terra troppo spesso ingiustamente penalizzata. E all’interno del percorso di candidatura, la predisposizione e l’attuazione di una campagna di comunicazione e promozione nei siti di rilevanza internazionale è obbligatoria oltre che necessaria, per garantire la valorizzazione e l’attività di sensibilizzazione verso gli appassionati, i turisti, gli escursionisti e verso tutti coloro che scelgono di recarsi in Aspromonte attratti dalla natura, dalla storia e dalla cultura.

Piena disponibilita’

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha sempre manifestato piena disponibilità ad incontrare cittadini, associazioni e realtà imprenditoriali, con l’intento di costruire insieme, attraverso il dialogo e la sinergia, ogni percorso di crescita del territorio, non dimenticando mai la mission più importante: la tutela e la salvaguardia dell’Area Protetta. Resta il rammarico per aver dovuto condurre questa discussione su un piano pubblico e mediatico, nonostante i rapporti costanti con le realtà associative, che, proprio per questa ragione e per il coinvolgimento diretto nelle attività di programmazione, erano a piena conoscenza degli interventi promossi dall’Ente per la promozione del Geoparco nell’ambito della candidatura Unesco.

Ed è bene precisare che i totem installati con carattere divulgativo sono tutti realizzati con materiale naturale e a basso impatto ambientale, e che la tipologia utilizzata è analoga a quella di interventi sulla sentieristica ampiamente condivisi con lo stesso CAI.

Le vere profanazioni sono altre! 

Sono quelle con cui l’Ente Parco combatte ogni giorno e non solo nei weekend. Sono le ripetute violazioni ai regolamenti, l’abbandono dei rifiuti, lo svolgimento di pratiche sportive illegali che spesso si rivelano irrimediabilmente nocive per la biodiversità dell’Area Protetta, vanificando ogni tipo di impegno e di sforzo per la crescita del territorio e la tutela della natura. Le vere profanazioni non sono quelle di cui veniamo accusati dalle anacronistiche e strumentali posizioni di chi attacca l’Ente con l’obiettivo di rallentare la strada che stiamo percorrendo verso l’internazionalizzazione, perché il nostro Parco ha tutte le caratteristiche naturalistiche, ambientali, culturali e anche umane per essere riconosciuto su scala mondiale per attività, progetti, processi e sviluppo sostenibile. Lo dimostriamo ogni giorno, con tutte le attività in corso, siamo un Parco d’Europa e del Mondo. Tutto il resto sono tempi passati, che per fortuna non torneranno.

L’Aspromonte è di tutti

Ed è per tutti che continueremo ad impegnarci quotidianamente, affinché le Rocche di San Pietro e tutti i siti d’eccellenza del Parco possano essere sempre più conosciuti e visitati e non confinati all’oblio o al divertimento di pochi.

Carmine Verduci

Nato a Brancaleone nel 1984, ha frequentato l'istituto d'arte di Locri. Artista e scrittore, ama la musica, la natura, la fotografia, la storia delle leggende Calabresi e dell'archeologia. Si occupa di divulgazione e promozione culturale dell'area grecanica e locridea, attraverso l'organizzazione di eventi culturali nella propria città e sul territorio.