Scoperti dai Carabinieri 3 bunker nella Locride

Scoperti dai Carabinieri 3 bunker nella Locride

Scoperti bunker nella Locride, il ritrovamento è stato fatto dai Carabinieri della Locride e dallo Squadrone Carabinieri “Cacciatori” di Calabria.

3 bunker nella Locride

L’ attività di perlustrazione della Compagnia dei Carabinieri ha portato alla scoperta di 3 bunker nella locride. A setaccio centri abitati e camapgne. Sono stati controllati casolari e anfratti naturali nel territorio aspromontano. L’attività di ricerca di bunker rientra in un più ampio contesto operativo di controllo del territorio. Ed ha come scopo quello di contrastare i traffici illeciti della criminalità organizzata.

Di notevole importanza è stato l’utilizzo dei Carabinieri Cacciatori. Un reparto ad elevatissima specializzazione. In un territorio come quello locrideo, diventa fondamentale impiegare i migliori mezzi a disposizione. E’ previsto anche in casi eccezionali l’impiego, in simbiosi con il reparto, di elicotteri e unità cinofile. Ma anche la disponibilità di apparecchiature ad avanzata tecnologia. Tra cui sofisticati apparati di localizzazione satellitare. Utili soprattutto per la ricerca di cose o persone in ambienti difficili.

bunker a Platì e Ciminà

Due dei tre bunker nella locride sono stati trovati a Ciminà. Erano collegati ad una abitazione ubicata nel centro storico del paese. A scoprire i due bunker sono stati i militari della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio in collaborazione con i Carabinieri “Cacciatori”.

I bunker erano mimetizzati negli ambienti delle abitazioni. Venivano azionati con sofisticati sistemi elettromeccanici. Interessante anche il congegno ideato per l’apertura che veniva ottenuta tirando un filo elettrico di una presa “scoperta” posta al suo fianco.

A Platì, invece, i Carabinieri hanno scoperto l’altro bunker. Il ritrovamento é avvenuto nel corso di una perquisizione domiciliare nella cantina a piano terra dell’abitazione di un 60enne del luogo. Il bunker scoperto è largo circa 3 metri e lungo altrettanto. L’accesso era abilmente occultato da un grosso blocco di cemento, scorrevole su dei binari in ferro. Veniva aperto grazie ad un meccanismo azionabile manualmente dall’interno della casa.

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