Ricostruzione del Ponte Morandi, l’ombra della ‘ndrangheta

Ricostruzione del Ponte Morandi, l’ombra della ‘ndrangheta

La ricostruzione del Ponte Morandi e la presenza della ‘ndrangheta in Liguria. I documenti della Direzione investigativa antimafia evidenziano la presenza della criminalità nei settori dello smaltimento rifiuti e del movimento terra.

Ricostruzione del Ponte Morandi

Oltre al danno, la beffa. Dopo il crollo del Ponte Morandi si fa avanti il rischio che la più pericolosa tra le organizzazioni criminali d’Europa possa infiltrarsi nei lavori per la ricostruzione del Ponte Morandi, a Genova.

Nei giorni scorsi (10 ottobre), ad avanzare l’ipotesi di questa amara prospettiva è stato il presidente dell’Autorità naz. anti corruzione, Raffaele Cantone. Lui stesso, in Commissione Trasporti e Ambiente della Camera; ha lanciato l’allarme per il rischio di infiltrazioni mafiose nei lavori che riguardano la demolizione e la ricostruzione del ponte Morandi.

La Liguria purtroppo, non è nuova a infiltrazioni delle organizzazioni criminali. In questo stato di emergenza, Genova diventa pertanto terreno fertile per le cosche. Adeguati strumenti di prevenzione e di contrasto diventano quindi essenziali in una situazione come questa.

La cosca Raso-Gullace-Albanese

Riaccende i riflettori sulla presenza della ‘ndrangheta in Liguria anche Il Sole 24 ore. Una inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Genova, evidenzia Il Sole 24 ore, ha «accertato la capillare infiltrazione della cosca» Raso-Gullace-Albanese di Cittanova (Reggio Calabria) «nei settori vitali dell’economia» ligure. La ‘ndrangheta gestisce imprese che si occupano «di grandi opere, movimento terra, edilizia (…) smaltimento e trasporto di rifiuti speciali».

Consapevole di questo rischio anche il procuratore naz. Antimafia Federico Cafiero De Raho che per diverso tempo ha operato a Reggio Calabria.

Gli Inquirenti hanno fatto luce anche sugli appalti del Terzo Valico, la linea ad alta velocità Genova-Milano. L’allora procuratore Cafiero De Raho, sottolinea ancora Il Sole 24 ore, faceva sapere che la ’ndrangheta era riuscita a mettere le mani su quella commessa, sovvenzionando anche i comitati attivi sul fronte del Si Tav.

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