Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, un morto

Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, un morto

Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, un morto. Il rogo è partito da una tenda dove vi erano posizionati alcuni cavi elettrici.

Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, i particolari

Ancora una vittima tra i migranti che vivono a San Ferdinando (Reggio Calabria). Stavolta però, le fiamme sono divampate nella nuova struttura allestita nella cittadina e gestita prima dal Comune e ora dalla Caritas.

L’incendio si è verificato la notte scorsa ed è costato la vita a Sylla Noumo, 32enne senegalese, che dai primi rilievi, pare si trovasse solo in tenda.

Secondo una prima ricostruzione, il rogo si è sviluppato in un angolo della tenda da sei posti, dove vi erano posizionati dei cavi elettrici. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno spento le fiamme e impedito che queste si propagassero ulteriormente.

Terza vittima in pochi mesi

La nuova tendopoli si trova a poca distanza dalla vecchia baraccopoli smantellata lo scorso sei marzo.

Sylla Noumo è la terza vittima delle fiamme di San Ferdinando. Lo scorso 16 febbraio un altro incendio nella vecchia baraccopoli era costato la vita al 29enne senegalese, Moussa Ba. Prima ancora, il 2 dicembre 2018, perdeva invece la vita, ancora tra le fiamme, Surawa Jaith.

La Cisl di Reggio Calabria: “Garantire prevenzione e sicurezza”

La Cisl di Reggio Calabria: “Assistiamo ancora una volta, attoniti, al grido di dolore che proviene da San Ferdinando. L’ennesimo incendio, stavolta nella nuova tendopoli, ha ‘bruciato’ un’altra vita.

[…] La piaga tendopoli potrebbe essere superata con la proposta lanciata mesi fa dalla FAI, dalla CISL e dalle associazioni datoriali, di istituire dei moduli abitativi all’ interno delle aziende agricole, in modo tale da favorire – sin da subito – la concretizzazione delle proposte di accoglienza diffusa rilanciate dal tavolo prefettizio; e al contempo, sosteniamo quanto sia non più prorogabile incoraggiare piani di rilancio collegati al tessuto economico e commerciale dell’ area della Piana di Gioia Tauro; proprio per facilitare un percorso di integrazione ed emancipazione socio- occupazionale. Invece oggi, ancora una volta, siamo costretti a piangere la fine di una vita”.

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