‘Ndrangheta a Rosarno, in manette anche le donne dei Clan

‘Ndrangheta a Rosarno, in manette anche le donne dei Clan

‘Ndrangheta a Rosarno, colpita la cosca “Grasso – Cacciola”. Il maxi-blitz anti-‘ndrangheta è avvenuto questa mattina all’alba.

‘Ndrangheta a Rosarno, 45 arresti

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, ha dato esecuzione, nelle province di Reggio Calabria; Catania; Cosenza; Vibo Valentia; Ancona; Bologna, ed infine, Udine e Pavia a 5 ordinanze di custodia cautelare. Queste sono state emesse dall’Ufficio del GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri. Le ordinanze sono rivolte verso 45 soggetti appartenenti o contigui alle cosche “Grasso” e “Cacciola” presenti nella Piana di Gioia Tauro e riconducibili alla società di Rosarno, nella provincia di Reggio Calabria.

Le accuse

I soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso; associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti; estorsione; ed inoltre, tentato omicidio; porto e detenzione di armi comuni e da guerra; produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti; ed anche, corruzione in atti giudiziari; danneggiamento; minaccia; ed ancora, intestazione fittizia di beni; uso di denaro beni o utilità di provenienza illecita; ed infine, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, aggravati da modalità mafiose o perché funzionali ad agevolare il sodalizio mafioso.

Operazione “Ares”

Il provvedimento conferma l’impianto accusatorio dell’indagine del settembre 2017 dei militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro. L’indagine era stata avviata sotto la direzione della locale DDA; con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Gaetano Calogero Paci e del Sostituto Procuratore Adriana Sciglio. Questa, ha inoltre consentito di sottoporre, il 9 luglio scorso, a fermo di indiziato di delitto 32 soggetti, ritenuti essere gli elementi di spicco delle articolazioni della ‘ndrangheta “Cacciola” e “Cacciola – Grasso”, attive a Rosarno.

‘ndrangheta a Rosarno, le donne del Clan

Le misure fanno luce anche sulla posizione di altri 7 soggetti (5 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) non contemplate nel fermo del 9 luglio. Questi avevano ruoli di rilievo nel perseguire gli interessi illeciti delle due cosche rosarnesi.

Emergono infatti, le responsabilità penali attribuibili alle “donne del clan”.

Le donne coinvolte nell’operazione sono tutte legate da vincoli parentali strettissimi con i vertici della cosca “Cacciola – Grasso”. Queste ultime sono accusate di avere favorito il veicolare dei messaggi fra i vari affiliati, anche con quelli detenuti. Ed inoltre, di avere gestito le iniziative imprenditoriali avviate per riciclare il denaro ricavato dal narcotraffico. Gli esercizi commerciali, avviati al solo scopo di riciclare il denaro ricavato, sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Era inoltre, loro il compito di assistere gli affiliati nella detenzione e nel porto delle armi della consorteria.

Ulteriori provvedimenti

Ulteriori tre provvedimenti sono stati emessi anche nei confronti di tre soggetti, già tratti in arresto nello scorso mese di giugno. Questo, nell’ambito di operazioni antidroga eseguite dai Carabinieri nella piana di Gioia Tauro.

Un ulteriore provvedimento di custodia cautelare in carcere è emesso a carico di una criminologa. La donna è accusata di concorso esterno in associazione di tipo mafioso; corruzione in atti giudiziari e intralcio alla giustizia, aggravati dalle finalità mafiose.

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