Ascensore guasto in ospedale: defunto resta in reparto

Ascensore guasto in ospedale: defunto resta in reparto

Ascensore guasto in ospedale: defunto resta diverse ore in reparto. Questa mattina la visita dei Carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Catanzaro.

Ascensore guasto in ospedale: la vicenda

L’ascensore dell’ospedale di Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, era di nuovo guasto. Domenica pomeriggio, una persona di 65 anni, originaria di Fabrizia, dopo il ricovero in ospedale è deceduta per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il corpo dell’uomo però, fino a ieri mattina, è rimasto nel reparto di Medicina proprio perchè impossibile trasferirlo in obitorio a causa dell’ascensore rotto. Da quanto si è appreso, la Direzione sanitaria si sarebbe attivata contattando l’azienda che ha montato gli ascensori.

La salma è stata poi trasferita in obitorio solo ieri a mezzogiorno, dopo essere rimasta in reparto dal pomeriggio del 24 marzo.

Ancora polemiche

Lo scorso dicembre, il nosocomio “San Bruno” si era già trovato al centro di diverse polemiche.  Nell’ultima settimana dell’anno, l’ascensore era già rimasto fermo nell’impossibilità di essere usato. A gennaio invece si registrava una insufficienza di spazi all’interno dell’obitorio. Spiacevole situazione che aveva portato alla sistemazione di due bare, con all’interno i cadaveri, in un corridoio vicino.

Visita dei Carabinieri

Questa mattina, i Carabinieri del Nas di Catanzaro e i Carabinieri della locale Compagnia si sono recati presso l’ospedale di Serra San Bruno per effettuare dei controlli. Il sopralluogo dei militari dell’Arma è da ricollegarsi alla situazione accaduta ieri. Sono in corso tutti gli accertamenti del caso.

Sull’ispezione da parte dei Nas il Codacons ha dichiarato: «Prendiamo atto, con soddisfazione, degli accertamenti presso l’ospedale di Serra San Bruno. […] Sollecitiamo i Nas a verificare l’impiego delle risorse messe a disposizione delle strutture per una corretta erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il tutto nel rispetto dei principi di dignità della persona, dell’appropriatezza delle cure riguardo alle specifiche esigenze nonché dell’economia nell’impiego dei fondi pubblici».

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