TE DEUM LAUDAMUS – VENERDI 31 DICEMBRE 2010

TE DEUM LAUDAMUS – VENERDI 31 DICEMBRE 2010

Te deum Laudamus – 31 dicembre 2010

“Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Giovanni 6, 68”.

PREGHIERA NELL’ULTIMO GIORNO DELL’ANNO
31 dicembre 2010

Molte comunità si raccolgono in preghiera nell’ultimo giorno dell’anno. In realtà è un momento di particolare intensità, nel quale ogni credente sente il desiderio e la necessità di fare memoria davanti a Dio dell’anno trascorso, per tradurre l’esperienza vissuta in preghiera di lode e di invocazione. Lo schema di preghiera che si propone prevede l’esposizione del Santissimo Sacramento, anche dopo la comunione della messa. Sarà bene valorizzare in questa celebrazione sopratutto i momenti di silenzio che saranno adeguatamente prolungati.

SCHEMA

CANTO D’INIZIO ED ESPOSIZIONE DEL SS .MO SACRAMENTO

SILENZIO DI ADORAZIONE

MEDITAZIONE

L’anno che si chiude e quello che si annuncia all’orizzonte sono posti entrambi sotto lo sguardo benedicente della Santissima Madre di Dio. Tutto dunque, questa sera, ci invita a volgere lo sguardo verso Colei che “accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portò al mondo la vita” e proprio per questo la Chiesa ricorda che La Vergine Santissima “viene riconosciuta e onorata come vera Madre di Dio” Eccoci, Signore, davanti a te dopo aver tanto camminato lungo quest’anno. Se ci sentiamo stanchi, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili vie. È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in te. Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: «Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla». Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente.  Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te non possiamo far nulla.

Orazione: Colui che presiede la preghiera: O Padre, davanti a te un giorno è come mille anni, e mille anni come il giorno di ieri che è passato; ti preghiamo: aiutaci a riconoscere la tua presenza nelle vicende liete e tristi della vita perché non si spenga mai la speranza che tu hai acceso nel cuore dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

+ VANGELO Dal Vangelo secondo Giovanni 1, 1-18

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti
credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore.

“La luce e le tenebre”.

Il pensiero dominante, che oggi accompagna la stragrande maggioranza della gente, è la fine dell’anno; un giorno e soprattutto una notte da festeggiare con riti diversi, ma con la costante di voler rigettare tutti i mali passati e propiziare il futuro. È sorprendente costatare come la liturgia, che la Chiesa ci propone per questo giorno ignori completamente questa realtà. Addirittura, quasi in tono di sfida, ci fa ancora una volta riflettere sul prologo del Vangelo di Giovanni proponendoci le stesse parole con cui inizia anche la Genesi, il primo libro della Scrittura Sacra: «in principio». Si parla di un principio senza data, quasi ci si volesse far astrarre dal tempo, ma per dirci che è stato lo stesso Dio a creare e riempire il tempo di tutto ciò che esiste, cominciando da noi uomini, creati a sua immagine e somiglianza. Siamo sollecitati perciò, a partire dalle nostre artificiose suddivisioni, a guardare al tempo in prospettiva di eternità e a riempirlo di sacro. Allora principio e fine si fondono nella continuità e noi a vivere quello spazio che ci è concesso. Il tempo senza Dio diventa un susseguirsi di istanti che consumano e bruciano il tempo perché non vissuto nella verità e nella fecondità. In questa prospettiva comprendiamo meglio l’alternanza della luce e delle tenebre, della cronaca senza significati reali e della storia che diventa sacra. Si tratta in fin dei conti o di accettare Dio come Signore della storia o
di abbandonarci ai nostri calcoli umani e alle nostre penose solitudini. San Giovanni ci ricorda che è venuta la luce vera che illumina ogni uomo, che è venuta tra la sua gente, ma che i suoi non l’hanno accolta. A coloro che però l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio. Ecco la vera qualifica e la suprema aspirazione a cui dobbiamo tendere ogni giorno, per tutto il tempo che ci è concesso. Amen

SILENZIO RICHIESTA DI PERDONO

Ora, con onestà, riconosciamo davanti al Signore le colpe che hanno offuscato la storia di questo anno che si chiude, soprattutto di quelle situazioni che ci hanno visto responsabili della sofferenza altrui.

Ad ogni invocazione rispondiamo : Signore pietà

Ti chiediamo perdono, Signore, per la superficialità con cui molte volte ci siamo assunti le nostre responsabilità. Signore pietà

Ti chiediamo perdono, Signore, per tutte le volte che non abbiamo saputo mettere pace nelle nostre contese. Signore pietà

Ti chiediamo perdono, Signore, per l’indifferenza con cui abbiamo guardato chi era nel bisogno. Signore pietà

Ti chiediamo perdono, Signore, per non aver saputo rispettare e far rispettare l’ambiente in cui viviamo. Signore pietà

Ti chiediamo perdono, Signore, per la prepotenza con cui molte volte abbiamo imposto agli altri le nostre decisioni. Signore pietà

CANTO – SILENZIO

PREGHIERA DI LODE

Facciamo ora memoria di tutto quanto abbiamo vissuto in questo anno. Un tempo carico di gioie, ma anche di tristezza, carico di speranze, ma segnato anche dalle delusioni.

Consapevoli che, come dice san Paolo «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio», affidiamo alla misericordia del Padre, sia le situazioni di angoscia e di paura che hanno segnato le pagine della nostra storia, sia i momenti e le persone che hanno contribuito a ridare speranza al nostro futuro.
Ad ogni invocazione rispondiamo : Ti rendiamo grazie, Signore!

– Per i giorni lieti e tristi che ci hai donato…
– Per le persone che hanno riacceso in noi la speranza…
– Per la fede che ci ha sostenuto nei momenti difficili…
– Per i bambini che in questo anno sono venuti alla luce…
– Per quanti non stati indifferenti alla sofferenza dei fratelli…
– Per quanti hanno donato le loro cure a chi era nella malattia…
– Per quanti si sono presi a cuore la causa della pace…
– Per quanti hanno lavorato per il bene comune…
– Per il bene che abbiamo potuto e saputo fare…
– Per la tua infinita misericordia, nonostante le nostre mancanze…

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO E DI SUPPLICA

AD OGNI INVOCAZIONE RISPONDETE : A TE LA LODE E LA GLORIA NEI SECOLI

O Dio, Padre onnipotente, come incenso salga a te la nostra lode, perché nel Verbo, tuo Figlio, ci hai amati prima della creazione del mondo e nel suo Spirito vuoi che esistiamo, partecipi della vita senza fine.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli.

Ti magnifichiamo, Padre della vita: nel Mistero dell’ Eucarestia che confessiamo e celebriamo nella fede, riceviamo il dono della salvezza, lievito di un’umanità nuova e redenta, seme della vita senza fine.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli.

Ti ringraziamo forti nella speranza: fedele alle promesse, illumini col tuo Spirito la Chiesa che invoca e attende l’avvento dello Sposo, rinnovatore di tutte le cose, sorgente della vita senza fine.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli.

Ti supplichiamo, Padre misericordioso, per Gesù Cristo, nato dalla Vergine: dona alla Chiesa, purificata dal sangue dell’Agnello, di annunziare senza timore la dignità dell’uomo, il valore del creato, la giustizia e la pace tra i popoli.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli.

Ti preghiamo, unanimi, per chi ti cerca in ogni fede e cultura, per i fratelli della discendenza d’Abramo: alimenta in tutti la passione per la verità e rinnova la certezza che sul tuo santo monte si avvererà l’unico banchetto dei popoli.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli

Ti supplichiamo fiduciosi, in comunione con la Madre di Gesù e tutti i santi testimoni della fede: fa’ che il canto della nostra vita conforti il cuore smarrito, rechi sollievo all’ammalato. Conservaci nel tuo amore e senza peccato,custodisci nell’unità e nella pace le nostre famiglie, sia sempre con noi la tua misericordia.

A.: A te la lode e la gloria nei secoli

A Colui che siede sul trono e all’Agnello, lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli. Amen

CANTO DEL “TE DEUM”

durante il quale può compiere l’offerta dell’incenso.

Noi ti lodiamo Dio *

ti proclamiamo Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, santo, santo *

il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli Apostoli *

e la candida schiera dei martiri;

Le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico Figlio *

e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *

eterno figlio del Padre,

tu nascesti dalla vergine Madre *

per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi Signore, *

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *

in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *

Pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *

non saremo confusi in eterno.

ORAZIONE SUL “TE DEUM”

Colui che presiede la preghiera recita la seguente orazione:

O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile ringraziamento, e fa’ che in una vita serena e libera dalle insidie del male, lavoriamo con rinnovata fiducia all’edificazione del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Dal fondo della chiesa vengono portane tre lampade accese che sono poste sull’altare davanti all’Eucaristia, mentre un lettore lentamente dice:

Signore Gesù, non sappiamo quando ritornerai nella tua gloria e non vogliamo neppure tentare di indovinare quel giorno. Sappiamo che sei venuto e verrai, ma sappiamo anche che ogni Domenica, Pasqua della settimana, ti rendi presente nella Parola e nel Pane di Vita, nella Comunità che si riunisce in preghiera e nell’umanità che spera e ama. Sappiamo di essere, ora, alla tua Presenza. Ti presentiamo la lampada della fede e vogliamo alimentarla con la tua Parola, perché quel giorno, il tuo giorno santo, non ci trovi impreparati. Davanti a te poniamo la lampada della speranza e vogliamo tenerla alta scrutando ogni giorno lo scorrere degli avvenimenti, per partecipare a tutte le gioie e a tutte le pene del mondo. Portiamo accesa la lampada della carità e vogliamo sostenerla con l’operosità e la pazienza dei piccoli gesti di amore quotidiano, perché il tuo
Regno cresca, silenziosamente, nelle pieghe della storia.

canto di adorazione finale ( davanti al Re )

PREGHIAMO:

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

BENEDIZIONE EUCARISTICA

Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il suo sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa ed Immacolata Concezione.
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre.
Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

CANTO FINALE

Benediciamo il Signore. Rendiamo grazie a Dio.

di Don Giovanni Zampaglione

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