Crotone, Arrestati per l’omicidio dell’undicenne

Di seguito la ricostruzione dell’omicidio del piccolo Domenico Gabriele, avvenuto a Crotone il 25 giugno 2009 nella ricostruzione degli inquirenti che ha portato agli arresti odierni In data 25 giugno 2009, alle ore 22:00 circa, presso la “Polisportiva Central Park” di località Margherita del comune di Crotone, luogo poco distante dalla C.da Cantorato – territorio, per come acclarato, controllato dal clan TORNICCHIO, dato, questo, di assoluta rilevanza nel generale contesto probatorio – si consumava un gravissimo fatto di sangue, con il tragico coinvolgimento di un bambino di 10 anni.

Nella circostanza rimanevano attinti da plurimi colpi di arma da fuoco ben dieci soggetti intenti a giocare a calcetto. L’obbiettivo principale dei killer, MARRAZZO Gabriele (nato a Crotone l’8.10.1974), decedeva all’istante, mentre il bimbo, GABRIELE Domenico (nato a Cariati -CS- il 17.10.1998), riportava ferite alla testa con fuoriuscita di materia cerebrale, decedendo – a seguito delle gravi lesioni riportate – in data 21.09.2009, presso l’Ospedale di Catanzaro, dopo ripetuti interventi, senza aver mai avuto segni di ripresa.

Altre otto persone – alcune delle quali intente a giocare anche in campetti diversi – venivano attinte dai colpi del fucile calibro 12 utilizzato per l’agguato.

Sul gravissimo episodio ne viene già fatta menzione nell’Ordinanza Applicativa di Custodia Cautelare in Carcere Nr. 386/09  RMC, quella emessa in data 23 settembre 2009 dal GIP distrettuale di Catanzaro di cui all’operazione “Apocalypse Now”, in quanto, le risultanze intercettive poste a suo fondamento consentivano di individuarne la causale, appunto rinvenibile nei rapporti conflittuali tra l’assassinato MARRAZZO Gabriele e la cosca TORNICCHIO, con particolare riferimento alle dinamiche estorsive poste in essere in danno dell’impresa MANELI.

E’ proprio grazie agli arresti del 25 settembre 2009, quindi alla cosiddetta “messa in sicurezza” dei criminali, che gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri hanno potuto acquisire maggiori e più definite risultanze a loro carico, nella consapevolezza – da un lato – di aver già prontamente assicurato alla giustizia i responsabili dell’atroce delitto ai campi di calcetto, dall’altro scongiurando presumibili risposte delittuose di analogo tenore nei loro stessi confronti; non da ultimo così creando le condizioni favorevoli per la raccolta delle denunce delle parti offese dei reati estorsivi.

Si riporta integralmente il capo d’imputazione contestato nell’attuale Titolo Custodiale a DATTOLO Vincenzo e TORNICCHIO Andrea, accusati della gravissima imputazione di “strage”:

Capo I) artt. 110, 81 cpv. e 422 c.p., per avere, al fine di uccidere MARRAZZO Gabriele, in concorso tra loro e con altri soggetti non individuati, deciso, organizzato e compiuto atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità, consistiti nell’esplodere, con un fucile a canna liscia calibro 12 a funzionamento semiautomatico e a pompa, verso un campetto ove stavano giocando una decina di persone ed ai cui bordi e/o sulle cui gradinate ve ne erano diverse altre, cinque cartucce calibro 12/70, marca “CHEDDITE”, caricate con 34 grammi di piombo pezzatura 11/0, per un quantitativo di 9 pallettoni/cartuccia, azione balistica che movimentava in totale 45 pallettoni 11/0 e causava il ferimento di 10 persone, tre delle quali poste al di fuori del campetto direttamente interessato dall’azione di fuoco, nonché la morte della vittima designata, MARRAZZO Gabriele e quella di GABRIELE Domenico, un bambino di circa 10 anni, il quale riportava ferite alla testa con fuoriuscita di materia cerebrale e decedeva, a seguito di tali gravissime lesioni, in data 21.09.2009, presso l’Ospedale di Catanzaro, senza aver mai avuto segni di ripresa.

Capo L) artt. 110, 81 cpv., 61 n.2 c.p., 10-12 e 14 L.n. 497/74 e 7 L.n. 203/1991, per avere, in concorso tra loro, con diverse azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, detenuto e portato in luogo pubblico l’arma e le munizioni descritte al capo che precede.

Condotte aggravate perché poste in essere, quella di cui al capo L), al fine di commettere il deillto di cui al capo I), nonché, entrambe, avvalendosi del metodo mafioso ed al fine di agevolare le attività del sodalizio descritto al capo 1 della rubrica, eliminando un soggetto che aveva cominciato ad imporre il versamento di somme denaro ad operatori economici da tempo oggetto di attività estorsiva da parte della cosca medesima, in particolare la ditta dei fratelli MANELI, riacquistando, in tal modo, il pieno controllo delle attività economiche del territorio di località Cantorato di Crotone.

All’individuazione dei responsabili ed alla definizione della causale si è giunti attraverso la laboriosa analisi dei dati investigativi di natura sia oggettiva che dichiarativa. A tal proposito così scrive il GIP nell’Ordinanza: “… Ma è la lettura di essi in uno alle emergenze – soprattutto conversazioni, telefoniche e tra presenti – sia antecedenti che successive all’eccidio del 25 giugno 2009, che consentono di affermare – con un giudizio che va ben al di là della soglia della gravità indiziaria – che:

a)   MARRAZZO Gabriele è stato ucciso perché la famiglia TORNICCHIO aveva necessità di riconquistare la piena supremazia sul territorio di competenza, supremazia minata dal suddetto MARRAZZO, il quale, agendo in nome e per conto di altra cosca operante nel confinante comune di Rocca di Neto, aveva praticamente escluso i TORNICCHIO dall’azione estorsiva in danno dell’impresa MANELI; accettare la cosa, poteva significare dare il là ad una graduale presa di possesso di quel territorio, da parte del sodalizio dei cc.dd.rocchitani;

b)   le dirette responsabilità in ordine all’ azione delittuosa del 25 giugno 2009, sono da individuarsi in TORNICCHIO Andrea e DATTOLO Vincenzo (cl. 1984)quali concorrenti, sia nella fase decisionale che in quella  organizzativa ed esecutiva. (…)”.

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