Operazione Passo di Salto, 51 arresti a Catanzaro

Operazione Passo di Salto, 51 arresti a Catanzaro

Operazione Passo di Salto. È scattata oggi all’alba l’operazione Passo di Salto. I carabinieri e la polizia hanno arrestato 51 persone a Catanzaro.

Operazione Passo di Salto

Stamattina sono stati in 500, tra poliziotti e carabinieri, a dare esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal Gip del tribunale di Catanzaro. Su richiesta della Dda, nei confronti di 51 persone. Accusate a vario titolo dei reati di produzione, traffico e spaccio di droga. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Nicola Gratteri. Dall’aggiunto Vincenzo Capomolla. Ed anche dai sostituti Domenico Guarascio e Paolo Petrolo. L’operazione Passo di Salto ha messo fine ad un potente sodalizio criminale che operava, in particolare nella zona sud di Catanzaro.

“E’ un’ indagine importante perché rende più libera la città. Togliendo una cappa che incombeva su famiglie e persone”. Così ha commentato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in conferenza stampa.

I dettagli

I pm sono riusciti nell’impresa grazie alle intercettazioni telefoniche e alle microspie piazzate all’interno delle auto degli spacciatori. Trapela così una fitta rete di contatti. Le indagini hanno dunque smascherato fornitori, grossisti e spacciatori al minuto. Tutto è finito registrato in filmati ottenuti grazie all’ausilio di telecamere nascoste. La Direzione Distrettuale Antimafia ha messo fine ad un vero e proprio monopolio dello spaccio di droga.

Altro elemento caratteristico della “holding della droga” riferito ai canali di approvvigionamento della stessa, è il particolare legame dell’organizzazione con le potenti cosche di ‘ndrangheta reggine. Specialmente, della Locride e del Crotonese.

Secondo quanto emerso dall’operazione Passo di Salto, i soggetti utilizzavano anche i minori per spacciare cocaina, cannabis ed eroina. Minori che, per avere la loro parte di stupefacente, si trasformavano in pusher.
Il regolare pagamento era garantito poi dalla cessione “in conto vendita” della droga. Coadiuvato inoltre, dalle forti pressioni e intimidazioni del gruppo criminale.

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