Cosenza, la posizione dell’avv. Pizzuti contro i “furbetti” della Legge 104

La caccia ai “furbetti” del comparto scuola, innescata da alcuni esposti depositati presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Cosenza e di Paola, sembra produrre i primi risultati.

Un’attenta attività investigativa, supportata dalla piena collaborazione del Provveditore agli Studi per la Provincia di Cosenza, ha infatti permesso agli inquirenti di mettere mano ad un sistema ben consolidato, che condizionava pesantemente le formulazioni delle graduatorie e le assegnazioni dei benefici ex Legge 104, legge spesso applicata agli interessati non sulla base di patologie realmente esistenti, bensì in funzione dei benefici economici e lavorativi da ottenere.

Ferma restando la legittimità di molte domande, scopo principale è quello di verificare la reale entità degli abusi commessi, posto che quasi il 30% degli iscritti nelle graduatorie della scuola può usufruire dei vantaggi connessi a tale normativa. Quello che viene dunque chiesto alla Magistratura è di individuare la presenza di falle nel sistema, affinché le procedure vengano realmente rese trasparenti e scevre da ogni sospetto di possibili manomissioni. Compito principale degli organi inquisitori è infatti quello di vegliare sulla osservanza delle leggi, sulla pronta e regolare amministrazione della giustizia, sulla tutela dei diritti dello Stato e delle persone.

Non meno importante, soprattutto nell’ottica di una diminuzione delle irregolarità negli anni a venire, appare la funzione repressiva dei reati, anche mediante l’applicazione di misure di sicurezza. “La nostra cultura e il progresso di questa terra devono necessariamente passare da quella maestra esigente che è la verità – ha dichiarato l’avv. Valeria Pizzuti, impegnata al fianco di numerosi insegnanti sin dalle prime battute dell’indagine –. Se non si coglie fino in fondo quali sono oggi, in una società inquieta come quella calabrese, le condizioni che limitano la libertà di ognuno di noi per colpa del furbetto di turno, il patrimonio di verità e di volontà, che con difficoltà proviamo a conquistare e che quotidianamente dobbiamo difendere, andrà perso per sempre.

Ben venga l’azione penale della magistratura, che sta svolgendo egregiamente il proprio lavoro, e si sappia presto dividere le persone oneste, che sono certamente la maggioranza, da quelle che eventualmente non lo sono state”.

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