Sergio Abramo sui bilanci Amc: La gestione del centrosinistra ha prosciugato il patrimonio sociale dell’Azienda

«Sulla lettura dei bilanci dell’Amc Salvatore Scalzo ha dimostrato di essere ostaggio della malafede altrui o, in ogni caso, di essere stato malconsigliato dagli uomini della sua coalizione. Il dato reale è che, durante la gestione finanziaria del centrosinistra, il patrimonio netto dell’azienda ha subito una perdita di circa 6 milioni di euro in soli quattro anni anche e soprattutto a causa delle dissennata gestione che ha provocato il disastro attuale». Il candidato a sindaco Sergio Abramo risponde così alle dichiarazioni di Scalzo sulla gestione finanziaria di Amc spiegando, dettagliatamente e fin dalle origini, i termini della questione e ribadendo che, durante la giunta Olivo, il patrimonio sociale della società si è letteralmente prosciugato con perdite prima delle imposte di: € 1.187.475 nel 2008; € 1.061.378 nel 2009; di € 1.911.317 nel 2010; di circa 1milione e 600mila euro nel 2011. Alle perdite si aggiungono i 400mila euro corrisposti annualmente in esecuzione di contratti di servizio non ancorati ad un maggiore chilometraggio o a maggiori servizi, un vero e proprio “regalo” che ha contribuito ulteriormente a mascherare le reali perdite della società.
«Preliminarmente occorre rilevare – afferma Abramo – che negli anni 2000-2001 e fino a marzo 2002 l’Azienda per la mobilità della Città di Catanzaro rivestiva la forma giudirica di azienda speciale e solo nel marzo 2002 è stata, per obbligo di legge, trasformata in società per azioni (A.M.C. Spa). Pertanto, negli anni antecedenti il mese di marzo 2002, i bilanci dell’azienda speciale venivano ripianati interamente dal Comune mediante approvazione del bilancio consuntivo in Consiglio comunale. Per maggiore chiarezza, bisogna dire che il servizio di trasporto pubblico locale, in genere, è connotato da un disavanzo strutturale e, pertanto, tutte le aziende pubbliche registravano e registrano perdite di bilancio ancora più significative dell’Amc. Per maggiore chiarezza si rileva anche che, negli anni in questione 2000 e 2001, il CdA era composto dal dott. Vincenzo Romano in qualità di presidente, dall’arch. Teresa Gualtieri e dall’ing. Gaetano De Salvo nella qualità di componenti, mentre il ruolo di Direttore Generale era ricoperto dall’ing. Pasquale Nicotera. L’esercizio 2000 ha, comunque, chiuso con una perdita di € 866.381, dovuta principalmente ad un minore contributo erogato dalla Regione Calabria di circa € 250.000 ed al mancato rimborso delle tessere di libera circolazione rilasciate alle categorie protette. L’esercizio 2001 ha chiuso con una perdita di € 1.489.374 dovuta principalmente ai minori contributi erogati dalla Regione per circa € 775.000 ed ai maggiori costi nella spesa di personale derivanti dall’applicazione del nuovo contratto nazionale di lavoro e dal passaggio di 50 unità da contratto a tempo parziale a contratto a tempo pieno, nonché dalla mancata erogazione da parte degli enti locali della quota a loro carico dovuta quale contributo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro».
«A seguito della trasformazione dell’azienda speciale in società per azioni affidata alla nuova governance – prosegue Abramo -, i risultati gestionali, nonostante la nuova autonomia finanziaria e patrimoniale, furono notevoli. In particolare si registrarono: l’aumento dei chilometri concessi da 1.900.000 a 2.500.000 con conseguente incremento del rimborso chilometrico per passaggio di fascia; il collegamento stabile con il Campus universitario di località Germaneto; il recupero di risorse ingenti dalla Regione Calabria per circa 4milioni e 526mila euro restituiti al Comune, nel marzo 2001, per l’importo di circa 3milioni e 650mila euro e, nell’anno 2003, per l’importo di 876mila euro mediante procedura di compensazione; l’acquisto di una nuova flotta di 30 autobus per un investimento di circa 5milioni e 170mila euro; il finanziamento regionale per la realizzazione di nuove autostazioni per un importo di 1milione e 300mila euro; l’attivazione ed il potenziamento del parcheggio Musofalo; le acquisizioni del servizio strisce blu e scuolabus. Relativamente ai dati economico-finanziari si registrarono nel 2002 la perdita ante imposte di circa 167mila euro; nel 2003 la perdita ante imposte di 691mila euro con ammortamenti per 673 mila euro; nel 2004 la perdita ante imposte di circa 467mila euro con ammortamenti per 552mila euro; nel 2005 la perdita ante imposte di circa 611mila euro con ammortamenti per 738mila euro. Questi risultati sono da intendersi al netto della mancata sottoscrizione del dovuto contratto di servizio attualmente fissato in circa 400mila euro annui».
Riguardo al Fondo TFR Abramo rileva che «in quegli anni non sussistevano particolari obblighi di trasferimento in fondi specifici – commenta – ed i relativi importi accantonati rimanevano nella disponibilità dell’azienda. La società ogni anno, in ragione dell’anzianità contributiva dei dipendenti, stimava il numero degli stessi da porre in quiescienza per raggiunti limiti di età e provvedeva alla regolare erogazione delle spettanze dovute. In ragione di particolari motivi riconosciuti dalle norme vigenti e concordati con le rappresentanze sindacali, la società erogava anche le anticipazione richieste per acquisto prima casa o cure sanitarie. Nessun organo di controllo, a tal riguardo, ha mai eccepito nulla in ordine alla gestione degli accantonamenti relativi al Tfr che, in ogni caso, rappresentavano e rappresentano una forma di autofinanziamento regolarmente riconosciuta. Per maggiore prudenza, pur senza alcun obbligo, l’azienda aveva acceso con l’Istituto Monte dei Paschi di Siena una polizza previdenziale redditizia con un accantonamento iniziale di un milione di euro che ad oggi risulta estinta o riscattata. Pertanto l‘unico dato oggettivo da cui si evince lo stato di saluto dell’azienda e la sua sopravvivenza è il valore del patrimonio netto. In conclusione, al 31 dicembre 2006 (quando ormai non ero più Sindaco da un anno) il patrimonio netto della A.M.C. spa era pari ad euro 6.351.553,00 ad oggi lo stesso patrimonio netto risulta pari a circa 800.000,00 euro e, tenuto conto della perdita tendenziale del 2011 pari a circa 1.600.000,00 euro, il patrimonio netto è negativo».

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