Esplorando il Parco Archeologico dei Taureani, seconda parte

Esplorando il Parco Archeologico dei Taureani, seconda parte

Parco Archeologico Tauriani “Antonio De Salvo”, ecco il nuovo episodio

Quindici giorni fa abbiamo iniziato la nostra esplorazione del Parco Archeologico dei Tauriani “Antonio De Salvo” visitando i ruderi della Città Romana.

Abbiamo apprezzato il lastricato di epoca imperiale (I-II secolo d.C.) e trattato le principale teorie sulla sue identificazione. Ci siamo recati nell’edificio per spettacoli e abbiamo descritto le sue peculiarità.

Infine, abbiamo raggiunto l’area sacra e abbiamo ricordato il mito di Donna Canfora.

Il racconto di oggi è dedicato all’esplorazione della Città Brettia.

I resti più consistenti della città pre-romana si trovano sotto l’area sacra.

Le strutture romane si sono sovrapposte a quelle Brettie preesistenti.

Queste ultime, in uso dal II al I secolo a.C., sono riconducibili a un edificio pubblico o all’abitazione privata di un personaggio pubblico di una certa rilevanza.

Parco Archeologico Tauriani, l’edificio

L’edificio era composto da vari vani che si articolavano intorno a un cortile interno pavimentato con lastre di terracotta.

Il pavimento, conservatosi quasi per intero, era strutturato con una pendenza che consentiva alle acque meteoriche di defluire e non ristagnare.

Tra gli ambienti identificati, il più importante era il vano C al cui interno sono state fatte due importanti scoperte.

La prima riguarda il rinvenimento di alcuni frammenti di una kline (oggi custodita nel Museo di Reggio Calabria). Era il letto su cui in antichità si era soliti banchettare sdraiati su un fianco.

La kline

La kline ha fatto comprendere la destinazione d’uso dell’ambiente che era utilizzato come sala da banchetto.

La seconda scoperta è stata il rinvenimento di un mosaico (anch’esso custodito nel Museo di Reggio Calabria), in buona parte ricostruito, raffigurante scene di caccia all’orso.

In seguito a queste importanti scoperte, l’edificio è stato denominato “Casa del Mosaico”.

La Casa del Mosaico

La Casa del Mosaico fu demolita nella seconda metà del I secolo a.C. dai Romani e i materiali furono riutilizzati per l’edificazione dell’area sacra e in particolare per la costruzione del podio del tempio italico.

A breve distanza dalla Casa del Mosaico si trovava il quartiere abitativo, composto da una serie di vani che si aprivano su un grande asse stradale con orientamento Nord-Sud.

Le parti del quartiere abitativo ancora visibili sono di epoca romana, tuttavia i costruttori hanno riutilizzato i materiali e intere parti di strutture di età Brettia, ricostruendo le nuove abitazioni con leggere differenze di orientamento rispetto a quelle precedenti.

Fra ciò che è stato rinvenuto durante le campagne di scavo, ma che purtroppo non è attualmente visibile, vanno citati i resti di una capanna protostorica databile all’Età del Bronzo Medio (XIV secolo a.C.).

La scoperta testimonia che il pianoro di Taureana era frequentato già in epoca antichissima e che già in quel periodo gli abitanti del luogo commerciavano via mare con le Isole Eolie visibili all’orizzonte nelle giornate più terse.

Dalla sua inaugurazione il Parco non ha accolto solo numerosi visitatori, ma anche manifestazioni molto interessanti come quella di Marmythos nel 2012.

Artisti e scultori da tutta Europa si sono riuniti a modellare il marmo, sotto gli occhi incuriositi di numerosi spettatori, per creare un’opera a tema con la storia millenaria del sito.

Le sculture sono state poi donate al Parco e sono tutt’oggi visibili vicino al podio del tempio italico.

L’ultima fase della lunga storia del pianoro di Taureana

L’ultima fase della lunga storia del pianoro di Taureana è probabilmente la più nota.

Ne è protagonista la Torre di Pietrenere.

Realizzata nella seconda metà del Cinquecento, prende il nome dalla spiaggia sopra la quale troneggia.

Fu voluta dal duca di Seminara Carlo II Spinelli al fine di vigilare sulla costa e scongiurare le minacce provenienti da mare.

È alta circa 15 metri, accessibile al primo piano tramite una scaletta a chiocciola esterna piuttosto instabile.

La caratteristica merlatura della struttura e la forma slanciata la rendono un simbolo della tonnara di Palmi.

Il sito di Taureana è un eccezionale contesto archeologico dove le tracce della frequentazione antropica si susseguono dall’età del Bronzo Medio (XIV secolo a.C.) fino all’età Tardo-Antica inoltrata (V secolo d.C.).

Leggi il primo episodio

Qui, la storia millenaria dell’uomo e la bellezza paesaggistica si fondono e si confondono l’una nell’altra.

Passeggiare fra le rovine musealizzate all’ombra degli ulivi con un affaccio da sogno sulla spiaggia sottostante è un’esperienza che colma i sensi e nutre l’anima.

Chiunque, almeno uno volta, dovrebbe provare la pace e la solennità di questo luogo.

Si ringrazia la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Provincia di Vibo Valentia per autorizzazione alle riprese video.

Articolo a cura di Giovanni Speranza

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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