“Duisburg – Linea di sangue”, le polemiche

“Duisburg – Linea di sangue”, le polemiche

Ieri sera, su RaiUno è andato in onda “Duisburg – Linea di sangue”, il film Tv che ha cercato di ricostruire la strage compiuta dalla ‘ndrangheta nel 2007, nella città tedesca.  Non sono però mancate le polemiche.

“Duisburg – Linea di sangue” – La trama

“Duisburg – Linea di sangue” il tv movie ispirato ai fatti di cronaca del Ferragosto 2007 in Germania, ha tentato di mettere in evidenza la capacità di infiltrazione della ‘ndrangheta anche fuori dai confini calabresi.

Nella cittadina della Renania Settentrionale, davanti al ristorante “Da Bruno”, vennero uccisi sei giovani tutti di origine calabrese. Per far luce sulla triste vicenda intervengono quindi, gli investigatori Michele Battaglia (Daniele Liotti) e Thomas Block (Benjamin Sadler).
In breve tempo i due riescono a scoprire che i fatti avvenuti in quella triste sera sono frutto di una vendetta all’interno della faida tra le famiglie Politano-Favara e Lapadula-Albanese di San Luca.
La collaborazione tra i due investigatori porterà all’arresto dei due giovani autori del massacro.

Il paradosso

Un film contro la ‘ndrangheta non girato in Calabria, bensì in Puglia. Le motivazioni sembrano essere alcune «lettere minatorie ricevute dalla produzione». Una scelta di cui la direttrice di “Rai Fiction” Andreatta si diceva invece all’oscuro.

«Nessuno ne sapeva nulla; ma non abbiamo potuto girare il film a San Luca, in Calabria, ma siamo stati costretti a trasferirci in Puglia, a Rodi Garganico, Peschici e Vieste, perché abbiamo ricevuto delle minacce. Lettere minatorie che c’intimavano di tenerci alla larga». A confermarlo è la produttrice Laurentina Guidotti.

Un film che però ha lasciato l’amaro in bocca a molti calabresi.

Oliverio: “Film Duisburg distorce l’immagine della Calabria”

Il presidente della Regione, Mario Oliverio,  dopo la messa in onda del film-tv ha scritto una lettera all’Amministratore Delegato della Rai, Fabrizio Salini, in cui manifesta profonda indignazione e disappunto.

Oliverio tra le altre cose, afferma: “Non ho ritrovato nessun elemento reale in questo racconto che – con colpevole superficialità – avete voluto propinare al pubblico italiano. Ciò che più ha ferito è l’ennesima rappresentazione densa di luoghi comuni, banalità, frasi fatte; stereotipi che si è voluto dare della Calabria. Terra – a veder la fiction – retriva, assorbita in modo irrimediabile dalle logiche criminali; persa in un destino che la condanna alla subalternità, alla marginalità e alla perdizione perenne”.