Scuola Bachelet di Condofuri, le novità

Scuola Bachelet di Condofuri, le novità

La Scuola Bachelet di Condofuri negli ultimi sei anni, è stata epicentro di diverse polemiche. Il Sindaco della cittadina grecanica, Tommaso Iaria, interviene sulla questione con una nota stampa. Di seguito le parole del primo cittadino:

Scuola Bachelet di Condofuri, interviene il Sindaco Iaria

“Il plesso scolastico Vittorio Bachelet – scrive Iaria – è stato l’epicentro delle polemiche che hanno avviluppato il paese negli ultimi sei anni. Da una parte c’era chi voleva mandarci dentro i bambini; dall’altra chi si batteva per impedire che ciò avvenisse attese le criticità strutturali dell’edificio. Dopo l’ultimazione dei lavori di ‘adeguamento sismico’ l’edificio rimase, infatti, inagibile. E con i ferri dei pilastri protesi nel vuoto a testimoniare di come sia possibile sperperare i soldi pubblici con il favore di silenzi compiacenti.
La scossa arrivò con la denuncia alla pubblica opinione (ed alle autorità preposte) di due consiglieri comunali di minoranza divenuti perciò oggetto continuo di insulti; ma anche di ingiurie e derisioni. Vi è, però, che i funzionari dell’ex Genio civile accertarono la non conformità strutturale dell’edificio per cui denunciarono il Direttore dei Lavori; l’impresa esecutrice delle opere; il Collaudatore e la stessa Amministrazione comunale!”.

La demolizione

“Ricordo – aggiunge il Sindaco – che per far emergere questa triste verità dovemmo ingaggiare – assieme al comitato “Sempre presenti per la scuola” presieduto dalla sig. Maria Pontari, oggi Assessore comunale alla Pubblica Istruzione – una durissima battaglia fatta di proteste; volantini; mozioni e assemblee. Sparì dai cassetti dell’Ente – tanto per raccontarne una – un parere rilasciato anni prima dall’Uff. tecnico con il quale si dichiarava più conveniente demolire e ricostruire l’edificio piuttosto che adeguarlo strutturalmente!
Appurato che l’edificio non garantiva la sicurezza dei bambini; l’Amministrazione comunale dell’epoca invece di disporne l’immediata demolizione decise di guadagnare tempo istituendo una Commissione di ‘inesperti’ che non poteva decidere alcunchè rispetto a quanto già accertato dal Genio civile”.

Il finanziamento

Così la scuola Bachelet divenne il simbolo di quella voglia di cambiamento nella gestione della cosa pubblica che si concretizzò con il voto dello scorso dieci giugno.
Tornando a noi, finalmente (!) a marzo del 2017, la Giunta municipale decise di partecipare ad un bando con un progetto che prevedeva la demolizione e ricostruzione della scuola. Ci collocammo in posizione utile in graduatoria ma l’intervento non fu finanziato cosa avvenuta adesso; grazie al Governo Conte che ha finanziato quel progetto di € 3.921.193,43 a mezzo di un mutuo di cui si fa carico lo Stato.

Negli ultimi tempi alcuni hanno inteso lanciare allarmi circa il fatto che il Piano delle Opere Pubbliche, approvato da questa Amministrazione, non contemplava i lavori di demolizione e ricostruzione della scuola Bachelet. Non abbiamo risposto poiché è notorio che nel Piano delle Opere pubbliche possono essere inserite solo le opere coerenti con il bilancio; ossia quelle per le quali vi è la copertura finanziaria.

Le conclusioni del primo cittadino

Ciò che stupisce – conclude il primo cittadino – non è la mancanza dell’intervento afferente la scuola Bachelet nell’attuale Piano delle Opere Pubbliche bensì il suo inserimento nel precedente Piano nonostante non vi fossero i presupposti di legge; ossia l’indispensabile copertura finanziaria!

Ricordo a me stesso che affinchè un’opera possa considerarsi finanziata non basta un articolo di stampa o il posizionamento favorevole in una graduatoria provvisoria ma occorre la notifica all’Ente di un apposito decreto che, nel caso della scuola Bachelet, è arrivata solo di recente. Questi i fatti.

Desidero che i miei concittadini sappiano che continueremo a lavorare in silenzio e umiltà per far si che la costruzione della scuola avvenga il più rapidamente possibile .