Nave Torino, “Una città da cambiare” deposita interrogazione

Nave Torino, “Una città da cambiare” deposita interrogazione

Qualche settimana fa, il 24 Gennaio 2017, in seguito alle ultime mareggiate sulle spiagge antistanti il lungomare dei Mille di Melito Porto Salvo (RC), ed in particolare in direzione della Stele garibaldina, e quindi nel luogo dove a pochi centimetri di profondità giace ciò che resta della Nave Torino, è affiorato un relitto metallico a forma di scafo della lunghezza di circa 5 metri, alto circa 2 metri e dello spessore di almeno 5 mm. Secondo appassionati studiosi locali della storia Garibaldina si trattava indubbiamente, per dimensioni, consistenza e caratteristiche tecniche, di una parte dello scafo della Nave Torino.

nave torino

Il giorno del rinvenimento alcuni cittadini hanno avvisato dapprima la Capitaneria di Porto ed assieme a questa il sindaco di Melito di P. S. che si è presentato tempestivamente sul luogo del rinvenimento assieme a due agenti del corpo di Polizia Locale. Dopo aver proceduto al sopralluogo nessun provvedimento è stato adottato. Purtroppo, solo qualche giorno dopo, il grosso relitto metallico è sparito dalla spiaggia.

L’immobilismo e l’assenza di iniziativa in tal senso quindi del sindaco ha permesso che sparisse un reperto storico di inestimabile valore che in qualunque altra realtà sarebbe stato invece valorizzato ed utilizzato in modo opportuno per coinvolgere e veicolare attività di interesse di interesse storico culturale su scala nazionale, mentre a Melito è stato consentito che un cimelio di così grande valore si perdesse come qualcosa di insignificante.

nave torino relitto

Per questi motivi i Consiglieri Comunali Carmelo Minniti ed Antonina Iaria del gruppo “una città da #cambiare” hanno depositato un’interrogazione urgente per sapere per quale motivo il sindaco non ha provveduto tempestivamente ad emettere un’apposita ordinanza di divieto di accesso alla zona interessata disponendo la recinzione del cimelio, cosa ha fatto inoltre per cercare di verificare cosa effettivamente fosse accaduto e chi ha asportato la parte dello scafo ed infine per sapere se ha sporto regolare denuncia circa l’accaduto, circostanza che se realizzata tempestivamente avrebbe magari portato al ritrovamento del reperto ricorrendo ad esempio ai filmati delle telecamere pubbliche e private istallato nel territorio.

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