Marinella Rodà, una voce profonda come l’Aspromonte

Marinella Rodà, una voce profonda come l’Aspromonte

“Una voce profonda come l’Aspromonte”, così è stata definita Marinella Rodà. Una voce folk, come ama dire di se stessa.

1861. La brutale verità

Proprio in questi giorni Marinella è di ritorno insieme ai propri compagni del gruppo artistico CarMa – Mario Lo Cascio; Alessandro Calcaramo; Gabriele Profazio – da una serie di rappresentazioni nei teatri di tre regioni oltre alla Calabria. La compagnia porta in scena dal 2015 uno spettacolo che sta riscuotendo importanti successi ovunque. Si tratta di “1861. La brutale verità”, scritto e diretto da Michele Carilli, con Lorenzo Praticò. Il 30 marzo al Concorso “Deviazioni recitative” di Formia, Marinella Rodà ha ricevuto il premio come Migliore attrice. Questo riconoscimento si aggiunge a numerosi altri premi prestigiosi che lei e tutti gli artisti di “1861” hanno ottenuto nelle rassegne alle quali hanno partecipato in giro per alcune regioni italiane.

Marinella Rodà

Ai suoi concerti l’artista Marinella Rodà si presenta sempre ricordando le proprie origini, è di Prunella di Melito Porto Salvo. Ed è proprio da lì che sin da ragazzina ha mosso i primi passi nel canto sotto la guida attenta ed esperta dell’adorato padre Totò Rodà; artista anche lui tra i più noti della terra di Calabria.
Da allora, Marinella ha vissuto tante esperienze musicali che l’hanno condotta in tutta Italia e anche all’Estero. Ma lo ha fatto portando sempre con sé la fierezza e i valori delle proprie radici. E anche adesso che tra gli spettacoli, l’insegnamento e il lavoro trascorre molto tempo lontano dalla casa e dalla propria famiglia, fa il possibile per ritornarci ogni settimana. Quasi a trarre ispirazione da quei luoghi e dai potenti legami che sono alla base della sua formazione artistica e umana.

Le radici magno-greche

Radici magno-greche le sue, le cui suggestioni hanno animato alcuni suoi progetti nei quali la cantante ha portato avanti l’impegno per la valorizzazione della cultura grecanica attraverso testi e sonorità che riprendono una tradizione e una lingua ancora persistenti nell’area della Bovesia dalla quale proviene.

La sua tempra artistica impregnata di “calabresità” ha favorito collaborazioni con svariati artisti. Da ciascuno ha attinto linfa preziosa di arricchimento e a ciascuno dei quali ha donato il proprio apporto di crescita professionale nonché di sincera amicizia.

È proprio questa forte connotazione ad avere conferito al personaggio della Brigantessa che la Rodà interpreta in “1861” quei tratti che il pubblico e le giurie riconoscono così convincenti; attestandole il merito di incarnare una figura femminile fondamentale nel periodo post-unitario, attraverso l’intensità recitativa e le sue notevoli doti canore.

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