Bova Marina, assemblea pubblica in vista delle prossime amministrative

Bova Marina, assemblea pubblica in vista delle prossime amministrative

Bova Marina vuole andare al voto. Nell’attesa del verdetto della commissione d’accesso, partecipata assemblea promossa da Socialisti, Pd e Circolo Pietro Timpano.

I cittadini di Bova Marina vogliono andare al voto. È questo il messaggio forte e chiaro emerso dall’assemblea pubblica tenutasi ieri sera presso la sala della Fondazione IRSSEC del centro ionico, organizzata dalla componente Socialista con la collaborazione del circolo PD e del Circolo Pietro Timpano di Bova Marina. Rappresentati rispettivamente dal consigliere Metropolitano Pierpaolo Zavettieri, da Luisa Napoli segretaria del Circolo PD di Bova Marina e Sebastiano Cuzzilla presidente del Circolo Pietro Timpano.

Tanti gli interventi di esponenti politici, del mondo dell’associazionismo e cittadini comuni che si sono alternati in una lunga serie di riflessioni sul prossimo futuro di Bova Marina.

Tra i temi trattati nel corso di un incontro molto partecipato, promosso in un frangente assai delicato per Bova Marina a seguito dello scioglimento del civico consesso conseguente alle dimissioni dell’ormai ex primo cittadino Vincenzo Crupi e dell’ulteriore spada di Damocle rappresentata dal verdetto della commissione d’accesso che a breve dovrà esprimersi chiarendo se gli elettori dovranno recarsi alle urne il prossimo mese di Giugno o se la guida amministrativa sarà ancora una volta affidata ad una terna commissariale, emerge forte l’esigenza di un impegno condiviso a costruire una lista rappresentativa, qualificata ed unitaria che coinvolga tutte le componenti politiche e sociali.

assemblea pubblica bova marinaTra le determinazioni conclusive dell’incontro, l’impegno della cittadinanza di costituirsi come comitato cittadino o una forma alternativa equivalente per difendere in tutte le sedi democratiche ed istituzionali il diritto di voto dei cittadini che non possono essere privati della possibilità di scegliere democraticamente i propri rappresentanti, un passaggio fondamentale che verrebbe vanificato qualora si dovesse materializzare la malaugurata ipotesi di un nuovo provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose definito dai più, gravemente lesivo del diritto di voto oltre che causa di un danno di immagine per l’intera comunità già costretta a subire gli effetti di una gestione commissariale che ha dichiarato lo stato di dissesto e che nella stragrande maggioranza dei casi si è limitata ad assicurare il minimo indispensabile senza puntare allo sviluppo dei territori.

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